La Marina - La Storia

 
Marina di Caulonia -  Storia
 

La Frazione MARINA, nacque dopo l' alluvione del 1951, che interessò all'epoca

l' intera locride.
Fino al 1951 a "Caulonia Scalo" - era questo il nome dell'odierna Marina - c'erano soltanto poche case, accanto alla Stazione ferroviaria, che dal 1871 assicurava i collegamenti col resto dell'Italia. Olltre alle case realizzate dall' INA-CASA, le altre si contavano sulle dita di una mano; c'era anche un mulino ad acqua che ha funzionato fino agli anni '70.
         Il primo insediamento moderno risale dunque al 1871, ma la data importante che non si può certo lasciare nel dimenticatoio è quella del 18 ottobre 1951, giorno funesto che ha segnato in modo indelebile la memoria degli anziani della nostra Locride. Scrive p. GianCarlo Bregantini " Molti ricordano quei giorni. Tanti li raccontano con colori e toni così vivi da farci sperimentare l'alluvione nel buio di quella notte, nelle grida di aiuto dei pastori travolti negli ovili, nelle case e ponti crollati, nei tanti morti travolti dalle acque, entrate con furia distruttrice nelle case". Con quel tragico evento inizia l'esperienza della Marina, che già incominciava a strutturarsi. Infatti, nel giugno dello stesso anno era stato aperto l'Ufficio Postale.
         Le persone sfollate erano molte in tutto il comprensorio, e naturalmente anche nel nostro comune. Alle popolazioni colpite dalla calamità, l' arcivescovo Mons. Giovanni Ferro, Amministratore Apostolico della diocesi di Gerace, portò il conforto della Chiesa con parole di speranza, visitando i luoghi dell'alluvione il 26 ottobre 1951, e in seguito, anche qualche giorno dopo, quando si intrattenne con gli amministratori del tempo per sollecitarli, incoraggiarli, confortarli nel loro operato. Infatti, in due distinti Consigli comunali tenuti nei primi giorni di novembre, presieduti dal sindaco Vincenzo Bombardieri, si chiese prima lo stato di calamità, ed in seguito il provvedimento per il trasferimento delle frazioni sinistrate in una nuova zona. Nel frattempo, molti sfollati venivano alloggiati in ricoveri provvisori, alberghi ed altro.

           Lentamente, la nuova realtà di Caulonia Scalo incominciava a prendere forma. Infatti venne organizzato il servizio sanitario per le famiglie degli sfollati che già erano presenti, e qualche tempo dopo venne disegnato il nuovo piano per la costruzione degli alloggi INA - CASA, che avrebbero dato la prima conformazione urbanistica a Marina di Caulonia. Vennero aperte anche la scuola elementare e trasferito l'Ufficio Imposte Dirette.
         Il 1952 si rivelò così come l'anno dello spostamento o della creazione di uffici e di servizi per una comunità in rapida crescita, ma soprattutto si cominciarono ad aprire i cantieri della ricostruzione.
         Nel nuovo insediamento, si pose anche il problema dell' assistenza spirituale. All' inizio del 1953 venne aperto l' asilo che dipendeva dal CIP: è da quel momento che suor Fernanda, appartenente alla congregazione delle Figlie di Maria Immacolata, con grande zelo e spirito di sacrificio incominciò a viaggiare da Caulonia centro per assistere i bambini della Marina. Comunque, nei progetti della ricostruzione vi era anche quello di un centro parrocchiale con strutture varie e naturalmente con la chiesa. Infatti, dopo solo 18 mesi dal tragico evento, alla presenza di autorità civili e militari si procedeva, alla posa della prima pietra della nuova chiesa. Per l'occasione, nelle fondamenta della nuova chiesa parrocchiale fu deposta una pergamena

           Il nuovo anno scolastico 1953-54 si aprì con la nomina del sacerdote Calogero Alaino ad insegnante di religione e del sacerdote Giovanni Apicella ad ispettore. Tale scelta di sacerdoti che già operavano sul territorio del vicariato di Caulonia, ha portato un sicuro giovamento per la formazione degli alunni, e delle loro famiglie.
         Nel febbraio del 1954 si apriva la delegazione munipale con l'ufficio anagrafe, e venivano assegnate le case popolari già edificate, ed i suoli per l'edificazione delle nuove case per chi non rientrava nella prima graduatoria.
realtà di Caulonia Scalo. L'inizio del 1956 fu caratterizzato dalla possibilità dell'utilizzo del salone parrocchiale, terminato qualche mese prima della chiesa. Da allora in poi tutte le funzioni vengono svolte all'interno dello stesso. Per la Pasqua di quell'anno i giovani, guidati dal prof. Coluccio prepararono il dramma della passione di Gesù: molte le persone che parteciparono all'evento.

  Mentre le istituzioni civili si rafforzavano, anche la diocesi non mancava di agire a favore dei più bisognosi. Infatti venne istituito il centro sociale nella scuola elementare ed ogni mercoledì, dalle ore 9 alle 14, la sig.ra Olga Puccio assisteva nel disbrigo di pratiche, ma anche nelle necessità primarie, con aiuti caritativi alle famiglie.
         La comunità era già molto numerosa, con un numero di fanciulli e giovanetti in aumento, ed anche per l'interessamento del commissario prefettizio dott. Corrado Arciello. capo di gabinetto della prefettura di Reggio Calabria, la Società Autonoma Case Popolari concesse due appartamenti alla comunità religiosa delle Figlie di Maria Immacolata: uno per abitare, l'altro per l'asilo e il laboratorio per i giovani. Da questo momento in avanti tutte le funzioni religiose si svolgeranno in questa casa, officiate dal sac. Calogero Alaino, coadiutore di San Zaccaria e Vicario Economo della parrocchia dei SS. Biagio e Leone in Caulonia centro. L'anno pastorale del 1955 si completò con la visita del vescovo mons. Perantoni, che celebrò l'Eucarestia ed amministrò il sacramento della confermazione, la prima volta della nuova

           Il 18 settembre del '56 fu una data importante: infatti il Vescovo ricevette in consegna dal Genio Civile di Reggio Calabria la nuova chiesa di Caulonia Scalo, dedicata a Sant' Antonio di Padova, con l'annessa casa canonica ed il salone. La scelta della dedicazione a Sant'Antonio da Padova è stata voluta dal popolo che venerava il santo in tutte le frazioni di caulonia e trovava in lui un forte valore aggregante. Scrive il professore Cannizzaro: "In tempi recenti il nuovo abitato di Caulonia marina è stato tutto consacrato alla devozione del nostro Santo, che con Sant'Ilarione in questa zona ne condivide la protezione. Una graziosa scultura in polvere di marmo è issata su un piedistallo rivestito con lastre di travertino, nella piazzetta che da Lui prende il nome. Il Santo qui viene rappresentato oltre che con i suoi attributi tradizionali, giglio e Gesù Bambino, anche con un libro attestante il suo stato di dottore di Santa Romana Chiesa».

           Nell' annuario-diocesano del 1956, precisamente nell' elenco delle parrocchie del vicariato di Caulonia, si trova il seguente testo: «Caulonia Scalo: è un nuovo centro, sorto per opera del governo, in seguito alle alluvioni del 1951 per dare ai colpiti delle alluvioni una dimora stabile fuori dai luoghi franosi. Sarà comune a sé.
Titolare Sant 'Antonio da Padova, La chiesa è sorta con il nuovo abitato. Non è ancora ultimata, c'è la casa canonica e sale per le associazioni di AC. Per la cura delle anime don Alaino Calogero; l'asilo infantile è guidato dalle Suore Immacolatine»
Il testo sarà stato scritto certamente prima della consegna della chiesa, ma da quanto è riportato si evince che la comunità veniva già considerata come parrocchia. Ancora più interessante la nota breve riguardante la frazione, che dice: "Sarà comune a sé". Questo fa capire come in quel periodo le marine cercavano di staccarsi dai paesi di origine, come è successo a Marina di Gioiosa J. che è divenuto comune autonomo. Scrive ancora la suora: "Giorno 29 luglio 1957 è venuto sua Ecc. Mons. Vescovo Perantoni, per benedire la nuova Chiesa Parrocchiale e celebrare l'Eucaristia; tutte le autorità del paese lo hanno accolto con grande entusiasmo (...) Ed ancora si trova scritto : «In agosto dello stesso anno la Parrocchia venne affidata al sacerdote torinese don Molinero, il quale operò tanto bene al popolo».

           L'anno 1959 si concluse con il trasferimento a Marina di tutta la comunità delle Suore Immacolatine che fino ad allora erano divise in due case, una a Caulonia centro e l'altra a Marina. Il mese di maggio del 1960 segna il trasferimento del parroco don Simone Molinero a Roccella, e l'arrivo, dopo un triduo di preparazione, del nuovo parroco don Filippo Polifroni, che venne accolto con grande entusiasmo da parte di tutto il popolo. Don Filippo era parroco della chiesa dei ss. Biagio e Leone, in Caulonia centro, nella quale
ricadeva la chiesa della Marina dedicata a Sant'Antonio, quindi ebbe la cura di tutta la comunità a lui affidata. Infatti fino all'erezione canonica della chiesa di Marina di Caulonia a parrocchia tutti gli atti e i registri usati sono quelli della parrocchia dei S.S. Biagio e Leone.
         Altro episodio importante di quel tempo fu l' incontro del Vescovo col Presidente del Consiglio, Fanfani, che era a Caulonia per visitare le opere della ricostruzione, dopo l'alluvione del 1951.
         Il 25 giugno 1961, Mons. Perantoni, benedice la nuova statua di Sant'Antonio da Padova, esortando i fedeli a ringraziare Dio in quanto si era deciso di bandire un concorso per un sacerdote in pianta stabile nella chiesa della Marina. Nella riunione dei consultori tenutasi presso il palazzo episcopale di Locri venne determinata la nuova denominazione e delimitazione delle parrocchie di Caulonia e Marina di Caulonia.

 

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